Cerchiamo partecipanti per uno studio di ricerca
10.09.2026
Siamo alla ricerca di persone con malattia di Parkinson e soggetti sani interessati a partecipare alla ricerca.
Cerchiamo partecipanti per uno studio di ricerca
Questo sabato, 12.9.2026, a Bellinzona, in occasione delle porte aperte dell’Istituto Bios+ e del nostro laboratorio di ricerca, presenteremo il nostro studio attualmente attivo.
Siamo alla ricerca di persone con malattia di Parkinson e soggetti sani interessati a partecipare alla ricerca.
" Il nostro gruppo di ricerca studia il Parkinson e le altre malattie neurodegenerative con un obiettivo preciso: riconoscere i segnali della malattia prima della comparsa dei sintomi, per poter un giorno intervenire quando il danno è ancora limitato.
Per molto tempo si è pensato che queste patologie riguardassero esclusivamente il cervello. Oggi sappiamo invece che le loro tracce possono comparire anche in altre parti dell’organismo. La pelle, ricca di fibre nervose, può essere una vera e propria finestra sul sistema nervoso periferico e offrire informazioni preziose sui processi che accompagnano la malattia. Per questo utilizziamo la biopsia cutanea, un piccolo prelievo di pelle poco invasivo, per cercare proteine patologiche, studiare le piccole fibre nervose e osservare i segnali del sistema immunitario. Analizzare questi cambiamenti ci permette di comprendere meglio come la malattia si sviluppa e come evolve nel tempo.
Un’altra importante fonte di informazioni sono le vescicole extracellulari, minuscole particelle rilasciate continuamente dalle cellule e presenti nel sangue e nel liquido cerebrospinale, che possono trasportare proteine e altre molecole e raccontare ciò che sta accadendo nell’organismo. Nel nostro laboratorio le studiamo per individuare segnali capaci di distinguere il Parkinson da malattie neurodegenerative simili, con particolare attenzione all’infiammazione e al ruolo del sistema immunitario. Analizzando persone nelle fasi più precoci della malattia, cerchiamo di capire se alcune alterazioni immunitarie compaiano già prima dei sintomi evidenti e possano contribuire, nel tempo, al danno delle cellule nervose. Grazie a modelli cellulari e organoidi possiamo inoltre andare oltre l’osservazione e studiare direttamente come le vescicole dei pazienti possano influenzare i processi di neurodegenerazione e neuroinfiammazione.
L’obiettivo del nostro gruppo di ricerca è trasformare queste scoperte in strumenti concreti per riconoscere le malattie in fase precoce, seguirne l’evoluzione nel tempo e contribuire allo sviluppo di terapie sempre più mirate."