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Parkinson e disturbi oculari: cosa si può fare?

Le persone con Parkinson possono soffrire di vari disturbi visivi che interferiscono con la vita quotidiana e comportano un accresciuto rischio di cadere. L’ortottista Iris Reckert spiega i diversi disturbi e propone delle soluzioni.

Taluni fenomeni tipici del Parkinson, come la minore frequenza del battito palpebrale, i movimenti ocu¬lari rallentati e alterazioni del comportamento dello sguardo con episodi transitori di visione doppia, ostacolano considerevolmente numerose attività quotidiane. Dato che sovente il Parkinson compare in età avanzata, oltre che con i problemi oculari causati da questa malattia le persone affette devono fare i conti anche con i «normali» problemi visivi imputabili all’invecchiamento, quali la cataratta (perdita di trasparenza del cristallino) o le malattie retiniche (ad es. la degenerazione maculare). Venendosi ad aggiungere alla malattia di base, questi disturbi dovuti all’età sono spesso percepiti con particolare fastidio.

L’esame oculistico e la consulenza da parte di specialisti quali l’ortottista o l’ottico sono sempre importanti, e non vengono menzionati espressamente nei consigli riportati qui di seguito. Per ovviare a diversi disturbi visivi si rivelano però utili anche provvedimenti semplici o piccoli trucchi. Qui di seguito trattiamo problemi concreti riferiti da malati di Parkinson.

«Non mi trovo più bene con gli occhiali progressivi.»

A partire dai 50 anni molte persone portano occhiali progressivi che permettono di vedere bene sia da lontano, sia da vicino. Ciò richiede un adattamento e una centratura molto accurati. Inoltre occorre dirigere lo sguardo precisamente attraverso l’area giusta delle lenti, cosa che le persone sane fanno compiendo movimenti involontari con la testa e il corpo. Negli stadi avanzati del Parkinson, questi movimenti vengono spesso a mancare: lo sguardo è piuttosto fisso e non si riesce più a trovare l’area ideale della lente. La visione diviene così sfocata. Cosa fare?

  • Chieda all’ottico di controllare la centratura e la posizione degli occhiali.
  • Porti occhiali diversi per vedere da lontano o da vicino.

«A volte vedo doppio.»

L’interazione fra i due occhi è complessa e necessita di vari meccanismi di controllo. La visione doppia insorge quando i due occhi non guardano esattamente nella stessa direzione. A causa della fissità dello sguardo e della ridotta frequenza del battito delle palpebre caratteristici di molti parkinsoniani, gli occhi ricevono pochi impulsi a compensare autonomamente le piccole imprecisioni. Risultato: un occhio devia leggermente, e si vede doppio. Cosa fare?

  • Punti sul movimento: batta le palpebre e cambi la direzione dello sguardo.
  • Stratagemma: distolga lo sguardo, poi rimetta a fuoco.

«Vedo sempre doppio.»

Se il difetto di allineamento degli occhi è troppo pronunciato, gli stratagemmi non bastano. I due occhi non riescono più a guardare diritto e la visione doppia persiste, spesso solo a una determinata distanza. Nei parkinsoniani l’accomodazione oculare per la visione da vicino è spesso ridotta: lo sdoppiamento delle immagini si verifica allora solo quando si guarda vicino. Cosa fare?

  • Molto spesso la soluzione risiede nella correzione prismatica: le lenti prismatiche correggono la visione doppia favorendo la fusione delle immagini sdoppiate.

«Quando leggo, dopo un po’ mi si annebbia la vista.»

Questo disturbo può avere diverse cause, e quindi richiede una visita specialistica. In particolare occorre verificare se l’occhiale usato abitualmente è adatto alla distanza di lettura, se la coordinazione fra i due occhi funziona correttamente e se gli occhi sono ben idratati.

Nel caso del Parkinson è però anche possibile che la visione offuscata e una ridotta percezione del contrasto siano dovuti alla carenza di dopamina, che si ripercuote sulla retina. Cosa fare?

  • Utilizzi una lampada da lettura (LED o luce fredda) che illumini il testo in maniera ottimale, aumentando il contrasto.
  • Utilizzi la lampada di lettura anche in presenza di luce naturale.
  • Utilizzi un occhiale di lettura adattato alla sua distanza di lettura personale.
  • Si ricordi di battere regolarmente le palpebre.
  • Distolga spesso lo sguardo dal testo e lo lasci vagare, muovendo gli occhi.
  • Utilizzi lacrime artificiali senza conservanti.

«Ho gli occhi secchi.»

Si tratta di un problema particolarmente diffuso tra i parkinsoniani, imputabile tanto all’età mediamente più avanzata, quanto alla riduzione del riflesso di ammiccamento (chiusura e apertura delle palpebre). Questo atto involontario non avviene più automaticamente, gli occhi rimangono fissi e aperti, e il liquido lacrimale evapora. Cosa fare?

  • Si avvalga di lacrime artificiali senza conservanti per idratare gli occhi.
  • Utilizzi regolarmente le lacrime artificiali.
  • Si sforzi consapevolmente di chiudere e aprire più spesso gli occhi.

«Spesso mi lacrimano gli occhi.»

Paradossalmente la lacrimazione degli occhi è sovente imputabile alla secchezza oculare. Se il liquido lacrimale non denota la composizione e la qualità richieste, la superficie anteriore dell’occhio ne risente, e l’occhio è troppo secco. Allora la ghiandola lacrimale produce più liquido, e l’occhio lacrima. Tuttavia ciò non risolve il problema, poiché la qualità è ancora insod-disfacente. Cosa fare?

  • Utilizzi lacrime artificiali senza conservanti.
  • Batta regolarmente le palpebre per ripartire bene il liquido lacrimale.

«È previsto un intervento di cataratta: cosa devo dire al medico?»

Informi assolutamente l’oculista in merito alla sua malattia di Parkinson. Spesso come correzione dopo l’intervento di cataratta viene scelta la cosiddetta monovisione, ossia la correzione di un occhio per la visione da lontano e dell’altro per la visione da vicino. Questa opzione può essere problematica per le persone affette da Parkinson.

Iris Reckert, 2026

Autore

Iris Reckert
ortottista presso la clinica di riabilitazione di Zihlschlacht

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