07 settembre 2017

Mobilità: mezzi ausiliari digitali

Rivista Parkinson 127/2017


Digitalizzazione nel settore della salute

La digitalizzazione della società avanza rapidamente. Sorge spontanea la domanda se queste  tecnologie possano essere utili anche per i parkinsoniani. Se da un lato il potenziale è grande, ci sono anche insicurezze.

Anche voi chiedete consulenza al «dottor Google»? Molte persone oggi cercano informazioni sulla salute in internet. Ma come fare per evitare le fonti non attendibili e per destreggiarsi nella marea di articoli, anche discordanti, che si possono trovare online su uno stesso argomento? Non è facile. Non sempre i risultati di una ricerca effettuata con Google che appaiono in cima alla lista contengono le informazioni migliori. Certamente è buona cosa paragonare più fonti per verificare che le informazioni sui vari siti coincidano invece che affidarsi soltanto al primo articolo letto. Esistono poi varie iniziative che possono aiutare i pazienti e gli specialisti. HONcode, per esempio, è una fondazione svizzera che  dal 1996 certifica i siti che trattano di salute esaminando vari criteri di trasparenza e orienta gli utenti di internet verso informazioni affidabili. Il sistema HONcode prende in conto parametri quali le qualifiche degli autori dei testi, l’attualità delle informazioni, la menzione delle fonti e l’informativa sulla tutela dei dati personali. I criteri afgis forniscono una valutazione molto simile. Vi consigliamo quindi di verificare se i siti sulla salute che consultate recano il relativo marchio di qualità. Le persone con malattie croniche fanno inoltre spesso capo a reti di pazienti (p.es. patientslikeme). Anche in questi casi, chiedetevi
sempre chi sono le persone che gestiscono il sito e come vengono trattati i dati personali che  condividete online.

App di qualità

Recentemente, si sono celebrati i dieci anni dall’uscita del primo iPhone. Con la diffusione degli smartphone, sono apparse sempre più app (abbreviazione per «applicazioni») dedicate alla salute. Se all’inizio si trattava soprattutto di prodotti relativi al benessere e agli stili di vita, ora esistono anche numerose app di promozione della salute, di prevenzione e di accompagnamento a lungo termine di persone con malattie croniche. La qualità di queste offerte non è sempre uguale, per cui conviene esaminarle attentamente. Ci sono varie iniziative che valutano la qualità delle app, ma non esiste ancora uno standard di valutazione indiscusso. Va comunque menzionato il Code of Conduct on privacy for mHealth apps dell’UE che, una volta approvato, costituirà uno strumento al quale i programmatori di app potranno scegliere volontariamente di attenersi. Le applicazioni di medicina certificate CE hanno superato un esame di qualità, ma sono ancora rare. Varie organizzazioni e fondazioni hanno inoltre creato le proprie app (cfr. riquadro). I dati sulla salute sono particolarmente sensibili, per cui è  importantissimo che siano protetti in maniera adeguata. In caso di dubbio sulla protezione dei dati in una determinata app, è meglio rinunciare a scaricarla.      Dr. med. Cornelia Marti


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